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Progetto Co-housing
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Condividere spazi, servizi e sorrisi. Comprare una casa è per molti italiani un sogno, talvolta purtroppo irrealizzabile.

Ma anche quando il sogno si avvera, ci si ritrova proprietari di un appartamento
in condominio, dove spesso non si conosce il proprio dirimpettaio, e dove non si
puo' fare economia su nulla: ciascuno ha la sua caldaia, ciascuno fa la sua spesa
all'ipermercato il sabato pomeriggio, nessuno puo' permettersi un pezzetto di
giardino. Il co-housing nasce per interrompere questa fuorviante idea di
modernità, riscoprendo i tradizionali valori della socialità, e conciliandoli con
la coscienza ecologica del terzo millennio. Vivere insieme vuol dire impiegare
meglio il proprio tempo e le proprie risorse economiche, in più farlo con gli altri.

Vivere insieme vuol dire vivere meglio.  Una scelta abitativa che arricchisce l’ambiente e le comunità.


Il termine co-housing definisce  insediamenti abitativi composti da  abitazioni private e da ampi spazi  destinati all'uso comune e alla  condivisione tra i coabitanti: grandi  cucine, spazi per gli ospiti, laboratori  per il fai da te, spazi gioco per i bambini,  micro-nidi, palestra, piscina, internetcafè, biblioteca o altri servizi utili per  la comunità.
Di solito un progetto di co-housing  comprende dalle 10 alle 40 famiglie che  convivono come comunità di vicinato  e gestiscono gli spazi condivisi in modo  collettivo, ottenendo in questo modo  risparmi di costi e benefici di natura  ecologica. Il numero delle famiglie  coinvolte puo' variare a seconda delle  risorse del territorio e delle attitudini  del gruppo, che nasce con il principio  del vicinato elettivo.

Cioè, “ci si sceglie”. Il co-housing è nato  in Danimarca verso la fine degli anni '60, si è poi sviluppato negli Stati Uniti  nel resto dell'Europa, soprattutto in   Paesi di grandi tradizioni  ambientaliste, come la Germania. In  Italia è praticamente una novità, ma  questo non deve essere motivo di  sconforto, è semmai uno stimolo e  una sfida. Pur esistendo quindi da  quarant'anni, è oggi che il cohousing ha l'occasione di segnare  una svolta nel modo di vivere delle
persone e di porsi come alternativa  all'isolamento delle società  moderne.

Il co-housing è una strategia  innovativa di riscoperta dei  tradizionali legami di vicinato in  grado di dare benefici sia sul piano  sociale sia sul piano ecologico:

• La condivisione di spazi,  attrezzature e risorse agevola la  socializzazione e la cooperazione  tra gli individui.
• L'attenzione per le tecnologie di  costruzione e ristrutturazione  ecocompatibili e le pratiche di  condivisione garantiscono il  risparmio energetico e  diminuiscono l'impatto  ambientale di queste comunità.

La pratica del co-housing risponde  a una richiesta di senso e di  comunità, e in più crea nuove forme di welfare a costo zero per  l'amministrazione pubblica, perché  i vantaggi di un nido condominiale o di una sala anziani riguardano
in primis i condomini, ma  investono poi l'intera società.

Le cose migliorano: cosa fa È/Co-Housing?


Sul territorio il co-housing ha una  funzione di catalizzatore di energie,  dal quale possono scaturire nuove  soluzioni:

• urbanistiche
• di mobilità attiva, con il  car-sharing o il car-pooling
• di mobilità passiva, localizzando nel  luogo di residenza servizi di  prossimità (micro-nido, palestra,  biblioteca)
• di prevenzione e sicurezza, perché il  co-housing stimola il controllo  sociale e il presidio del territorio.

La famiglia è il nucleo fondamentale  della società, e nell’area urbana il  condominio costituisce il primo livello di  aggregazione delle famiglie. Se il  condominio, invece di essere sede di  isolamento o persino di scontro,  diventasse un luogo di socializzazione e  sostegno reciproco, crescerebbero i  vantaggi sociali ed economici per la  collettività. Una rete di co-housing rende
possibile conseguire nel medio termine  migliori livelli di vivibilità complessiva.
È cosi' che si creano le premesse per una città solidale.

Perché il co-housing a Bologna

Aiuta i suoi soci a mettere in piedi progetti  di abitazioni eco-sostenibili con servizi da  condividere e da gestire insieme, a Bologna  e provincia. Promuove, all’interno delle ecoabitazioni, progetti sociali rivolti ai propri  soci e alla cittadinanza (micro nido,  educazione alimentare, educazione  all’ambiente e al risparmio energetico,  valorizzazione delle produzioni agricole  biologiche tipiche locali).
Fa formazione e informazione per  sviluppare positive relazioni interpersonali  e la nascita e crescita di comunità solidali.
Aiuta, all’interno delle comunità di vicinato,  a sperimentare nuove forme di  partecipazione, condivisione delle decisioni,  risoluzione dei conflitti. Organizza incontri,  dialoghi, confronti con le amministrazioni  locali e con le istituzioni interessate alla  pianificazione urbanistica del territorio, per creare strumenti normativi idonei a  facilitare e favorire lo sviluppo di forme  abitative innovative come il co-housing.
Favorisce l’incontro e lo scambio con realtà  e progetti similari in Italia e all’estero.

È/Co-Housing è un'associazione:


• aperta ai nuovi soci che vogliano  partecipare a uno dei progetti di cohousing già esistenti, proporne di nuovi, o  semplicemente partecipare alle attività di
promozione di nuove forme di socialità;  apolitica, apartitica, aconfessionale,  transgenerazionale, per includere quante  più persone sentano l'esigenza di
condividere una parte del proprio tempo  e del proprio spazio fisico e sociale.
Perché no? Potrebbe essere la risposta  più semplice e ovvia a tanti problemi che  riguardano Bologna e la sua provincia,  come tutte le aree fortemente
urbanizzate: carenza di alloggi, mobilità  difficile, inquinamento, scarsa efficienza
delle risorse energetiche impiegate.
In Emilia-Romagna, e a Bologna in  particolare, ci sono le condizioni perché  questo nuovo modo di vivere il territorio  e condividere esperienze abbia successo.

La socialità e il rispetto del territorio sono  già scritti nel DNA di queste terre, solo che  le regole implicite dello sviluppo economico  hanno imposto come altrove un
atteggiamento al vivere quotidiano più  simile al consumo che al godimento. Si tratta  in fondo di riscoprire valori di condivisione  e attenzione alle risorse che si sono affievoliti  negli ultimi decenni. Per una nuova cultura  del “buon vivere” che da sempre ha  contraddistinto il “modello emiliano”.

E'/Co-housing, la provincia diBologna e i suoi amministratori

E'/Co-Housing chiede alla Pubblica  Amministrazione un supporto nell'attività di
ricerca e individuazione di aree libere o di  aree edilizie dismesse nelle quali sviluppare  nuovi interventi costruttivi o il restauro di  edifici esistenti, con opportune convenzioni  o altri strumenti di accordo. Per mettere in  atto la coabitazione in tutte le sue possibili  espressioni.
E'/Co-Housing è nata con la convinzione che  realizzare insediamenti abitativi all’interno  delle aree urbane in ex-fabbricati artigianali,  caserme o altri edifici di proprietà pubblica  non utilizzati, o in zone o edifici rurali, in cui  avvenga e si sperimenti la coabitazione,  possa costituire per il territorio una  opportunità preziosa. Questi progetti pilota  non solo costituirebbero un unicum in Emilia-
Romagna, ma contribuirebbero a rivalutare e ridare senso ad aree che rischiano di  perdersi e divenire non-luoghi.

E'/Co-housing, per co-abitarein modo eco-compatibile

L'associazione “E'/Co-Housing” è nata a  Bologna lo scorso 29 marzo, promossa dal  circolo tematico Ecologisti S.p.A. (socialità  per azioni di ecologia attiva). Ha riunito  fin da subito diverse decine di nuclei  familiari: uomini e donne, bambini e
anziani, di tutte le provenienze e  professioni, desiderosi di trovare nuovi  modi di abitare insieme.
L'associazione promuove un modello  abitativo eco-sostenibile da destinare alla
coabitazione residenziale, con servizi da  condividere e da gestire insieme.
La costruzione, la restrutturazione, gli spazi comuni e il sistema di regole saranno  decisi dalle famiglie che andranno a  convivere insieme, ma nello spirito
dell'associazione condivideranno due  principi:

• una socialità trangenerazionale, che si  arricchisce del contributo di tutti e non
si isola nell'omologazione dei conviventi  secondo un singolo criterio;
• un'attenzione viva all'ambiente, e a tutte  le tecniche che possano preservarlo (casa passiva, dispositivi di risparmio  energetico, trasporti condivisi  ecocompatibili).


>> Ozzano dell'Emilia - zona collinare SUD
Gruppo di interesse.
Incontro a breve con Amministrazione locale per valutare alcune ipotesi di joint venture.

>> Castel Merlino- Monzuno (Appennino)
Due coppie cercano fino a 5 per progetto di ristrutturazione ecologica 22HA di terra+sorgente d'acqua- possibilità di sviluppare attività agricole.
Costo previsto tra acquisto e ristrutturazione 200.000€ per appartamento di 90 mq.

>> Luminasio - Marzabotto (Appennino)
Gruppo di interesse.
6HA di terra- borgo del 1400 costo non stimabile richiesta non trattata per 1000mq di borgo € 1.000.000.

>> Bologna città
Varie ipotesi. Gruppo di interesse molto esteso.
Secondo incontro in previsione con Amministrazione locale per valutare
alcune ipotesi di joint venture.
Proposta a breve di alcuni studi di progettazione per trattativa con costruttori sulla realizzazione di eco-condomini cohousing.

Per informazioni:

Roberta Rendina, Presidente Ecologisti spa - www.ecologistispa.it
Portavoce E'/co-housing - www.cohousingbologna.org - tel 340 3702934 - Contatto skype  roberta.rendina

>> Massimo Giordano, Presidente E'/co-housing- tel 392 4698657 - Contatto skype llucevang

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